Narrativa e Generi

Narrativa Fantasy e Sottogeneri

Cos’è la narrativa fantasy, e perché è così difficile definirla con precisione?

La prima cosa che molti tendono a immaginare quando si parla di fantasy è l’universo di Tolkien. Mi preme calcare il fatto che il genere è infinitamente più vasto di “elfi, nani e orchi”.

No, sul serio. Se Tolkien è l’unica forma di fantasy che ti viene in mente, probabilmente non hai letto altro nella tua vita.

Spesso chi dice di odiare il fantasy ne ha senza dubbio già letti (e amati) senza nemmeno rendersene conto.

E questo è perché ci sono innumerevoli sfumature del mondo della fantasia.

Come ho scritto nel precedente articolo sulla narrativa di genere, tutti i romanzi incorporano diversi componenti di altrettanti generi letterari, e spesso la sola presenza di elementi speculativi o di fantasia non è sufficiente a descrivere ciò che stiamo leggendo.
Per questa ragione, il fantasy è in continua evoluzione e, per meglio inquadrarlo, sono state create ulteriori etichette che chiameremo sottogeneri.

 

Prima di addentrarci nelle sue sfumature, possiamo dividere il fantasy in due grandi categorie, che racchiudono un insieme di ambientazioni e tematiche:

High Fantasy vs Low Fantasy

Le ambientazioni High Fantasy presentano mondi immaginari caratterizzati dalle proprie regole magiche, fisiche e naturali. Gli archetipi High Fantasy sono quelli che abbiamo imparato ad associare al Signore degli Anelli: la lotta del bene contro il male, la missione cruciale da cui dipende l’intera sopravvivenza dell’universo, la figura del prescelto o l’eroe.

Nelle ambientazioni Low Fantasy, la storia si svolge spesso nel mondo reale, turbato da elementi di natura magica o sovrannaturale. I personaggi tendono a essere persone ordinarie.

Urban Fantasy

Uno dei sottogeneri Low Fantasy dall’identificazione più immediata. Ambientato in luoghi realmente esistenti, combina elementi fantastici alla vita di tutti i giorni.

Anche le opere con supereroi possono essere considerate urban fantasy.

Per esempio: The Reckoners di Brandon Sanderson.

Fantasy Storico

Come dice il nome, è una versione più “antica” dell’urban fantasy. Ambientato in epoche passate, si impegna a dare importanza all’accuratezza storica, agli abiti e alle tradizioni del periodo. Pur essendo profondamente speculativo nella sua natura fantastica, cerca di affiancarsi a eventi realmente accaduti o catapulta personaggi inventati in un’ambientazione già definita dalla storia.

Per esempio: A Colpi di Cannonau (di questa scema che scrive articoli) o Dolomites – Cuore di Rovi, di Sara Simoni. 🌹

Dark Fantasy

Combina elementi di fantasy e horror, sbilanciandosi verso quest’ultimo. L’ambientazione è cupa, buia. Il tono è mirato a creare e mantenere ansia e tensione nel lettore.

Romance Fantasy

Più conosciuto nella sua accezione di “paranormal romance”, presenta forti elementi del romanzo rosa ma con l’incognita del fantastico. Qui troviamo la più grande concentrazione di vampiri, lupi mannari e individui tenebrosi. 🧛🏻‍♀️

Steampunk

Un ibrido tra fantasy e fantascienza, la tecnologia è “meno avanzata” e spesso associata a elementi fantastici. L’epoca prediletta è quella vittoriana e non si può parlare di steampunk senza pensare a ingranaggi, meccanismi e cappelli a cilindro. ⚙️

Favole e Fiabe

Anche le favole che ci raccontavano da piccoli fanno parte del genere, così come l’epica antica. Addirittura si dice che l’Odissea sia il primo fantasy mai scritto.

Post-Apocalittico

La fine del mondo è arrivata e solo pochi esseri umani (o no?) sono sopravvissuti. Un futuro in cui ogni cosa è stata distrutta dalla guerra, dalle radiazioni, da un virus o da un cataclisma.

A seconda del livello di tecnologia e di aderenza alla scienza o pseudoscienza, il sottogenere può rientrare anche nella fantascienza.

Epic Fantasy

Caratterizzato da un worldbuilding esteso, l’universo e le sue caratteristiche fantastiche influenzano su larga scala i protagonisti. L’epic fantasy è noto per dare origine a tomi massicci dovuti all’ambientazione dettagliata e a molteplici sottotrame. Nell’epic fantasy più classico possiamo trovare grandi battaglie campali e un’ambientazione medievale/europea, dove la caratteristica determinante è l’eterna lotta tra il bene e il male.

Per fortuna sempre più autori moderni si stanno distaccando dagli stereotipi per creare mondi unici, con sistemi di magia, worldbuilding e personaggi che si allontanano dai tropi ricorrenti.

Opere maestre di epic fantasy (e profondamente diverse tra loro) sono Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien e Le Cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson.
Volete leggere un epic fantasy tutto italiano? 
I Trionfi del Vuoto di Masa è quello che fa per voi.

➡️ Questa breve lista lascia subito intendere quanto i sottogeneri del fantasy possano essere infiniti una volta combinati tra di loro. Avere un “etichetta” per la propria opera è importante ai fini di marketing o per la posizione negli scaffali, ma non è sempre così facile trovare una giusta identificazione.

Come per il mio romanzo young adult Chelabron. 🦀
Riesci a indovinare il suo genere principale?

Narrativa e Generi

Romanzo, Novella, Racconto…

Come sappiamo se la nostra opera d’arte è un romanzo, una novella o romanzo breve, o un racconto?

Semplice: grazie alla sua lunghezza.
Alle sue dimensioni.
Al… va beh… avete capito.

Le dimensioni contano!

Il numero di parole, battute o cartelle definisce il formato dell’opera, ed è un numero molto interessante per l’editore a cui andremo a presentarla.
Dovremmo sempre avere la cura di precisare la lunghezza del nostro dattiloscritto, perché sforare dagli standard editoriali è uno dei migliori modi per ottenere un rifiuto.

Quindi quali sono i fantomatici conteggi che identificano il formato?

  • Flash Fiction (Microstoria): 50 – 3.500 parole (300 – 21.000 battute)
  • Racconto (o Racconto Breve): 3.500 – 7.500 parole (21.000 – 45.000 battute)
  • Racconto Lungo (Novelette): 7.500 – 17.000 parole (45.000 – 102.000 battute)
  • Romanzo Breve (Novella): 17.000 – 40.000 parole (102.000 – 260.000 battute)
  • Romanzo: più di 40.000 parole (più di 260.000 battute)

Il conteggio delle parole di un romanzo può variare in maniera sensibile in base al genere.

Per le pubblicazioni moderne, un romanzo oscilla tra le 80.000 e le 120.000 parole. Editori e agenti tendono a essere piuttosto severi in merito, in particolar modo con gli autori esordienti e senza un pubblico certo.

In Italia la tendenza è dalle 90.000 parole in giù. Da noi, non è un mistero, si legge poco. La pubblicazione di un libro “massiccio” ha costi notevoli e le case editrici non possono rischiare di andare in perdita con un autore esordiente (e non).

A riprova di questo, basti vedere quante case editrici hanno diviso grandi romanzi in più libri (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, pubblicato in più volumi da Mondadori, o Dormire in un mare di stelle di Christopher Paolini, brutalmente spezzato in due).

Conteggio parole per genere

Rosa o Romance

Tra le 50.000 e le 100.000 parole, la lunghezza dei rosa può variare di molto a seconda del setting in cui si svolge. I romanzi rosa possono essere fantasy, fantascienza, paranormal romance o storici. In questi casi, gli autori devono prestare attenzione all’ambientazione e alle sue regole. Per quanto riguarda i romanzi rosa contemporanei o “chick lit”, il conteggio parole può essere molto più basso.

Gialli, Thriller, Horror

Questi libri possono dirsi al sicuro tra le 70.000 e le 90.000 parole.

Si tratta di generi carichi di tensione narrativa e suspense, che mirano a far trattenere il fiato al lettore in maniera spietata, solitamente con setting già familiari. Di conseguenza, non possono perdersi in centinaia di migliaia di parole, o il lettore potrebbe rischiare di stancarsi.

Storici

Intorno alle 100.000 parole.

Libri per Bambini

La loro lunghezza dipende dall’età a cui sono indirizzati.

Dai libri illustrati ai racconti per bambini, si parte dalle 5 pagine per arrivare alle 25.000 parole.

Young Adult

Pur non trattandosi di un genere ma di un pubblico, i romanzi YA variano dalle 40.000 alle 90.000 parole, a seconda del genere di appartenenza. Come linea generale, dovrebbero essere più “contenuti” in confronto al rispettivo genere per adulti.
Se si tratta di fantasy o fantascienza, ci sono quelle 10-15k parole in più di margine per il setting.

Fantasy e Fantascienza

La lunghezza ottimale è tra le 90.000 e le 120.000 parole, anche se in Italia per un esordiente è sempre meglio cercare di spostarsi verso il limite inferiore.

I romanzi fantasy e di fantascienza sono più “massicci” rispetto ad altri generi perché l’ambientazione e il worldbuilding richiedono il loro spazio. Editori e agenti sono tolleranti verso l’eccesso di parole perché spesso il pubblico vuole “il mattone” a tutti i costi.

Perché? Da amante della letteratura sci-fi e fantasy, posso rispondere con certezza: i personaggi hanno un arco più lungo, il mondo ha il tempo per diventare un luogo familiare, la trama (che spesso va di pari passo con il personaggio) può permettersi di essere estremamente complessa. In poche parole, un romanzo lungo, magari una saga, mi consente di affezionarmi a quello che sto leggendo.

Le case editrici sono pronte a rischiare solo per autori il cui nome è una promessa.

Ecco alcuni esempi di epic fantasy che sforano senza alcun ritegno (e fanno bene!):

  • I Pirati dell’Oceano Rosso, Scott Lynch: 200.000 parole
  • La Via dei Re, Brandon Sanderson: 387.000 parole
  • A Game of Thrones, George R.R. Martin: 284.000 parole
  • La Paura del Saggio, Patrick Rothfuss: 399.000 parole

Fantascienza

  • Hyperion, Dan Simmons: 178.000
  • Leviathan Wakes (The Expanse), James S.A. Corey: 182.000

Oppure prendiamo in considerazione Harry Potter.

  • Harry Potter e la Pietra Filosofale, J.K. Rowling: 76,944
  • Harry Potter e l’Ordine della Fenice, J.K. Rowling: 257,045

Appare evidente che il primo libro della saga è stato scritto per rispettare gli standard editoriali (sforando anche leggermente) di un romanzo fantasy per ragazzi, mentre con Harry Potter e lOrdine della Fenice, la Rowling ha potuto dedicare tutto lo spazio a disposizione all’evoluzione dei personaggi (pensate a quanto cambia Harry in quelle pagine!) e all’ambientazione che ci è tanto cara.

 A Colpi di Cannonau, il mio primo romanzo, è di 85.000 parole. Ho dovuto tenere sotto controllo la lunghezza già in fase di outlining per essere sicura che sarebbe stato adeguato agli standard.
Chelabron, il mio secondo, ha un worldbuilding molto complesso e, pur essendo YA, arriva a 95.000 parole.

Come sempre, non preoccuparti eccessivamente della lunghezza del romanzo in prima stesura. Sforare questi limiti (in eccesso o in difetto) di 20k parole non è un danno irrimediabile. Il tuo editor sarà in grado di limare le parti superflue e la prosa ridondante per adeguare il manoscritto ai conteggi ottimali.

Certo, se ti prepari con una scaletta che segue i giusti atti e snodi della trama, di certo avrai vita più facile!

Narrativa e Generi

Narrativa di Fantascienza e Sottogeneri

Nonostante la fantascienza tratti spesso una “scienza speculativa” ambientata nel futuro, questa è solo una definizione vasta e imprecisa, e si suddivide in una miriade di sottogeneri.

Come per il fantasy, esistono due grandi categorizzazioni che tendono a creare una spaccatura tra i cultori.

Hard Sci-Fi

Il centro gravitazionale di questo genere sono tecnologia e scienza, trattate con attenzione rigorosa. La trama della storia tende a ruotare intorno agli effetti diretti della tecnologia e sul suo funzionamento. 

Per poter gestire un genere così specifico, l’autore deve avere una grande comprensione e dominanza degli aspetti tecnici di cui tratterà.

L’esempio perfetto di Hard Sci-Fi è The Martian di Andy Weir, o The Three-Body Problem, di Cixin Liu.

Soft Sci-Fi

Tendo ad associare il termine a tutto quello che non è hard sci-fi. Nella fantascienza soft possiamo infilarci tutto il technobabble (tecnogergo) che vogliamo… nessuno può mettere in dubbio le leggi fisiche che muovono il mio “termonucleatore bidirezionale”, ha (purché siano coerenti con sé stesse)!

In realtà la fantascienza soft è molto di più: si sviluppa intorno alla psicologia dei personaggi, esplora realtà distopiche o in cui la società è evoluta e cambiata, specula su possibilità future.
Non si focalizza tanto su come funziona la tecnologia, ma su come questa influenza la società.


Come sempre, ci sono sfumature e crossover tra tutte le tipologie, e così vale per i vari sottogeneri elencati qui sotto:

Military Sci-Fi

Spesso la ritroviamo nel ramo della hard sci-fi. Esplora la tematica della guerra in scenari alieni, nello spazio o su altri mondi. La tecnologia è futuristica e include armature bioniche, soldati geneticamente modificati, astronavi e armi high-tech.
Il nome deriva proprio dalla spiccata presenza dell’aspetto militaristico.

Science-Fantasy

Un ibrido tra i due generi. Contiene elementi tecnologici ma anche puramente magici. Una spada medievale che s’infiamma è fantasy, un fucile che spara proiettili che squarciano buchi neri nel cosmo sarà science-fantasy.

Il Ciclo di Darkover, Warhammer 40.000 e Star Wars sono esempi di science-fantasy.

Space Opera

Sparatorie, azione, la lotta del bene contro il male e una sana dose di umorismo spicciolo… il nostro adorato Star Wars è il capostipite di questo genere. Firefly è un altro esempio, dove i “buoni” combattono contro i “cattivi” a bordo di un’astronave. Rientra nello spettro della fantascienza soft e ogni elemento – battaglie, personaggi, ambientazioni – è su larga scala, un po’ come l’epic fantasy.

Cyberpunk

Neon, colori accecanti, innesti neurologici e cibernetica, il genere tratta tematiche riguardanti il conflitto tra l’essere umano e la tecnologia. Ora come ora può anche essere usato per descrivere l’ambientazione e le caratteristiche che risaltano in una storia.

The Matrix è un esempio di questo genere.

Distopico

Un futuro dove la tecnologia ha preso il sopravvento e ha vincolato la società a comportamenti limitanti e trattati come negativi. Spesso è caratterizzata da un governo dispotico e dalla totale assenza di libertà individuale. La lotta dei personaggi tende a incentrarsi contro la società.

Narrativa e Generi

Cos’è la narrativa di genere?

Cos’è esattamente la narrativa di genere e quali sono i generi che la costituiscono?

 

Narrativa e saggistica:

La saggistica è una forma di descrivere fatti reali in modo oggettivo, dal punto di vista dell’autore. Biografie, saggi, giornalismo sono considerati saggistica.

Al contrario, la narrativa è un modo di raccontare avvenimenti immaginari o ispirati a eventi reali in modo soggettivo, come miti e leggende. Si possono usare forme letterarie diverse, come il romanzo, la novella o il racconto. Questa forma di raccontare può avere diversi punti di vista e una forte introspezione nei personaggi.

Narrativa di genere e non di genere:

Ma la narrativa si distingue a sua volta in narrativa di genere e narrativa generale (o “non di genere”). A grandi linee, si usava dire che la narrativa di genere fosse “plot-driven” (guidata dalla trama) e la narrativa generale “character-driven” (guidata dal personaggio). Secondo le regole di storytelling moderno, tuttavia, sappiamo bene che una trama efficace nella narrativa di genere, può solo essere accompagnata da un ricco sviluppo del personaggio.
Quindi, chi sta vincendo, eh? 😈

D’accordo, mi sforzerò di mettere da parte le rivalità. Quali sono gli elementi chiave tradizionali che distinguono queste due tipologie di narrativa?

Narrativa Generale

O “Literary Fiction” in inglese, perché più si conosce il nemico, più è facile affrontarlo… (Ok, ok, scriverò un articolo che tratta il mio eterno conflitto con la narrativa generale, ma per il momento mi limito a descriverne i tratti nella maniera più obiettiva e imparziale possibile.)

La narrativa generale si concentra sull’introspezione del personaggio, spesso trascurando la trama della storia. Il personaggio non sta necessariamente cercando di ottenere un obiettivo specifico, non si trova ostacolato da un’opposizione. “Esiste” e basta. Pensa, riflette, si evolve, senza che la trama lo trascini in quel crescendo che caratterizza i generi letterari. Nella narrativa generale si predilige una prosa raffinata, che rasenta la poesia.
Brr. (Ok, scusate, mi è sfuggito!)

Narrativa di Genere

La narrativa di genere è più mirata all’intrattenimento che alla profonda introspezione, e di conseguenza è caratterizzata da una prosa più chiara, pulita e immediata (ma non di certo approssimativa). I temi profondi tendono a essere sottintesi, gli scrittori preferiscono che sia il lettore a interpretarli piuttosto che imboccarlo di forza con cucchiaiate di moralità.
Spesso troviamo finali felici o quantomeno soddisfacenti. La trama tende a svilupparsi intorno alla vita del personaggio, su quello che gli succede attorno, per culminare con un climax di grande impatto “visivo”, che il lettore può seguire con l’immaginazione come se si trovasse in un film.

Si tratta di grandi generalizzazioni, ed è chiaro che non si può sempre appioppare un’etichetta al proprio lavoro (anche se, per motivi editoriali, è consigliato). Nella letteratura, il crossover regna sovrano, non solo tra sottogeneri, ma anche tra generi e addirittura tra tipologie di narrativa. Un esempio è Margaret Atwood, i cui romanzi di successo sono un ibrido tra Narrativa Generale e Fantascienza/Speculativo/Distopico.

I Generi della Narrativa di Genere:

Arrivo al sodo e lascio narrativa generale e saggistica alle mie spalle. Con tutto il rispetto per qualunque forma di letteratura, il mio focus principale è la narrativa di genere.

Ed ecco alcuni dei famosi “generi” che la costituiscono:

Romance o Rosa

Storicamente indirizzati a un pubblico femminile (ma si spera che poco a poco queste distinzioni non si facciano più), i romance esplorano il punto di vista dell’eroina, il cui conflitto principale è la storia d’amore. Le interazioni della coppia determinano la trama, che spesso ruota attorno al risveglio sessuale della donna, che in presenza dell’interesse amoroso viene pervasa da emozioni e sensazioni mai provate prima.

Il romance deve colpire dritto nel cervello delle lettrici e far provare loro quelle emozioni che hanno sempre segretamente sognato e che la vita reale non potrà mai eguagliare. Le scene erotiche dovrebbero concentrarsi sulla sensualità dell’atto e sulle emozioni scatenate, piuttosto che sugli elementi grafici.

Il genere rosa può essere ambientato “dentro” altri generi, come fantasy, storico o fantascienza.

Mystery

Gialli e polizieschi girano intorno alla figura di un investigatore, professionista o meno, che indaga su un crimine. Il corpo (o il misfatto) viene spesso scoperto all’inizio della storia e i colpi di scena che si susseguono implicano i progressi dell’investigazione e i possibili colpevoli.

Come tutti i generi, anche il mystery si dimostra flessibile, a seconda dell’ambientazione in cui viene inserito. Per esempio, “Harry Potter” contiene numerosi elementi di mistero, con depistaggi e colpi di scena, pur essendo un fantasy. 

Horror

La narrativa horror mira a terrorizzare o disgustare il lettore, o ad attrarlo con una morbosa combinazione delle due sensazioni. La sua forma d’eccellenza è il racconto.

Negli anni e con la crescente de-sensibilizzazione dei lettori a mostri e orrori cosmici, l’horror si è spostato verso una componente più psicologica.

Storico

La sua caratteristica ovvia è che è ambientato nel passato. Può svolgersi durante un periodo specifico della storia con protagonisti realmente esistiti. L’importanza nel genere storico è non deviare dai fatti realmente accaduti e attenersi alla filologicità dell’epoca. In questo genere è indispensabile effettuare ricerche approfondite su ogni aspetto del periodo trattato.

Il termine “storico” è riferito quindi solo all’ambientazione: la trama determinerà se il genere è rosa, mystery, avventura…

Thriller

Un genere da leggere con il fiato sospeso, carico di azione e suspence. Temi di questo genere sono attività illegali, droga, violenza, spionaggio, inseguimenti e armi da fuoco. Non è un buon thriller senza un mistero da risolvere e un “plot twist” mozzafiato.

Avventura

Un genere concitato, ricco di azione e adrenalina. La trama si basa spesso intorno a una “ricerca” costeggiata da continui pericoli. Tende a vedere le proprie storie ambientate in giungle, deserti o fiumi in piena, dove i pericoli dell’uomo si alternano a quelli della natura.

Indiana Jones” è il paladino di questo genere.

Fantasy

Esplora elementi magici e soprannaturali che non esistono nel nostro mondo.

Anche se alcuni scrittori applicano elementi fantastici ad ambientazioni realmente esistenti, molti creano universi completamente nuovi, popolati da razze immaginarie, con sistemi di magia unici, flora e fauna e leggi fisiche proprie del loro mondo.
Ricordiamoci sempre che la narrativa fantastica esiste dai tempi dell’Odissea.

Fantascienza

Spesso ambientata nel futuro, ma anche in un presente alternativo, si incentra su tecnologie e situazioni plausibili. Gli elementi scientifici e tecnologici, nello specifico, fanno da ambientazione o da agente scatenante del conflitto dei personaggi. Per qualunque autore la coerenza è cruciale, ma ancora di più per un autore sci-fi, che deve prestare molta attenzione a come imposta le regole del suo mondo.

Young Adult

Non un vero genere, quanto un tipo di pubblico molto specifico: gli adolescenti. YA è infatti un termine utilizzato per definire la letteratura dedicata a un certo gruppo di età, dai 13 ai 18 anni circa, e contenente tematiche specifiche del genere tra cui il diventare adulti, il conflitto con i genitori, il conflitto con la società e il primo amore.

Con questa panoramica generale, non mi resta che entrare nello specifico dei miei generi preferiti, fantascienza e fantasy, ed esplorarne i sottogeneri.

Narrativa e Generi

Numero di Parole, Battute, Cartelle

Ho scritto un libro di trecento pagine!

Ecco… no.

Come si calcola la lunghezza di un dattiloscritto?


I parametri ufficiali sono tre:

  • Parole
  • Battute
  • Cartelle
Numero di Parole
  • È ottenibile con la funzione “conteggio parole” di qualunque word processor.
  • Può sembrare un conteggio impreciso, ma in realtà la media tra tutti gli “e” e tutti i “psiconeuroendocrinoimmunologia” del libro, rendono una stima abbastanza accurata.
  • È la misura standard usata in quasi tutto il mondo per definire la lunghezza di un’opera.

In quasi tutto il mondo.

Numero di Battute
  • A sua volta ottenibile con la funzione “conteggio parole”, è preferito come unità di misura in Italia.
  • La battuta è, come dice il nome, il singolo carattere inserito nel testo.
  • Molti concorsi, editori o agenti specificano “battute spazi inclusi”, anche se si tratta di una ridondanza che non dovrebbe essere necessaria.
Numero di Cartelle

Dico sul serio, ma chi l’ha inventato?

  • È un valore basato sul numero di battute, è usato in pochissimi paesi (tra cui ahimè l’Italia) e sembra essere stato ideato apposta per creare confusione.
  • Esistono cartelle editoriali e cartelle commerciali, così come esistono valori diversi applicati a seconda dell’esigenza.
  • Per le cartelle editoriali, i valori più utilizzati sono 1800 battute e 2000 battute per cartella. Spesso troverete il primo valore quando chiedete un preventivo per dei servizi di editing, mentre il secondo valore quando inviate un manoscritto a un editore.
Valori di Conversione

Hai bisogno di convertire in fretta il numero di parole o battute del tuo manoscritto? Ecco alcuni valori di conversione!

  • 6 battute sono la media per una parola
  • 307 parole sono la media per una cartella da 2000 battute
Quale di questi valori utilizzare?

Personalmente, quando parlo con i colleghi (che preferiscono questo metodo, s’intende) o quando conteggio il mio progresso giornaliero preferisco usare il numero di parole, perché mi consente di capire al primo impatto con che tipo di opera ho a che fare.

In Italia però i sistemi di conteggio standard sono battute e cartelle. Visto che quest’ultimo valore è sempre un punto di domanda, uso sempre il numero di battute: non si può sbagliare.

E il numero di pagine?

Dimenticatelo!

Mai e poi mai conteggiare la lunghezza della propria opera usando il numero di pagine!

Si tratta di un valore estremamente impreciso, influenzato da troppe variabili: tipo e dimensioni del font, foglio A4 o A5, spaziatura, interlinea e margini.

Spesso le case editrici richiedono uno standard per la presentazione dei manoscritti (Times New Roman 12, formato A4 e interlinea doppia), ma mi è capitato spessissimo di leggere linee guida con altri font, altri formati (A5, per esempio), o interlinea singola).

Se presenti il tuo dattiloscritto usando il numero di pagine, rischi di dare un’impressione poco professionale. Per fugare ogni dubbio, è sempre meglio usare il numero di battute.

Sì, spazi inclusi.