Revisione

Beta Reader – Consigli pratici per il Beta Lettore perfetto

Il beta lettore perfetto non esiste… o sì?
Ti sei offerto come beta reader di un romanzo e vuoi aiutare l’autore a migliorare, guadagnandoti la sua eterna gratitudine e un posto di lusso nel paradiso dei lettori?

In questo articolo parlerò di una serie di best practices e comportamenti generali che ti aiuteranno a creare un’esperienza positiva per lo scrittore, ma soprattutto per te!

OFFRITI DI BETA LEGGERE SOLO SE:

Lo vuoi per davvero.

IMPORTANTISSIMO: Per uno scrittore, quando qualcuno promette di leggere il suo libro e poi non si fa più sentire, è più o meno come essere sviscerato vivo e strangolato con i suoi intestini.
Se non hai il tempo per leggere o semplicemente il libro non ti interessa, diglielo.
Non ti troverai nella scomoda posizione di infrangere una promessa e di trovare giustificazioni, e risparmierai un bel po’ di acidità di stomaco al povero scrittore che si era fidato di te.

Il genere ti interessa.

Se ti piace leggere romance storici, non devi per forza sforzarti di mandar giù 120.000 parole di un hard sci-fi (anche se contiene un sacco di romance! 😇).
Se sei uno scrittore e hai studiato narratologia, sei certamente in grado di trovare problematiche strutturali o stilistiche nella narrazione.
Se invece leggi per il piacere di farlo e non hai alcuna esperienza in quel genere specifico, potresti non essere in grado di lasciare un feedback approfondito.

In questo caso, non esitare a farlo presente allo scrittore.

Sei disposto a uscire dalla tua comfort zone.

Fare da beta lettore significa criticare.
A nessuno piace criticare, soprattutto se stai interagendo con un amico che sai essere molto fragile, o con uno sconosciuto che non vuoi rischiare di perdere al primissimo feedback.
Tuttavia è importante sapere che, senza totale sincerità, il tuo contributo rischia di essere poco utile, o addirittura una perdita di tempo per entrambi.

Quindi preparati a uscire dalla tua comfort zone e sganciare quelle faticosissime critiche in tutta onestà!

Lo scrittore è capace di ricevere una critica.

Eh sì, beta reader avvisato, mezzo salvato.

Non è piacevole fare critiche a chi è pronto ad accettarle a braccia aperte, figuriamoci a chi si arrabbia, si offende o ti risponde. Sembra assurdo da dire, ma non tutti gli scrittori la prendono bene. Alcuni si offendono così tanto da non rivolgerti più la parola.

Capito? Quindi non osare dirmi che questo personaggio è uno stereotipo! 
Ok, evidentemente non è il mio caso.
Blastatemi malissimo. 💥

Ma sul serio, non perdere tempo con uno scrittore che non è pronto a migliorarsi o accettare critiche.

Non hai doppi fini.

Se sei uno scrittore, non leggere nella speranza di ricevere qualcosa in cambio.
Leggi perché hai piacere di farlo. Se poi si creerà un bel rapporto, sarà lo scrittore stesso a offrirsi di beta leggerti. Oppure no, ma va bene lo stesso, perché tu hai letto perché volevi.

Fare favori per ricevere favori è una brutta mentalità, e noi vogliamo essere positivi, sempre.

Sei disposto a farlo gratis.

Ehi, sempre meglio ricordarlo.
Un beta reader non è un editor e, per quanto i tuoi servigi saranno altrettanto importanti per la buona riuscita del romanzo, è un lavoro diverso, e un lavoro gratuito.
Anche se per alcuni lettori può essere un onore leggere in anteprima il romanzo di uno scrittore preferito, non farti illusioni: fare da beta reader è un grande aiuto per l’autore, ma è anche un grande impegno per il lettore.

Sei disposto a rispettare le deadline.

Mentre molti scrittori semplicemente fremono dalla voglia di sapere cosa ne pensi e muoiono nell’attesa, altri hanno anche la necessità di rispettare delle scadenze importanti.
Quindi, una volta che vi siete messi d’accordo su una deadline, per favore, fai del tuo meglio per rispettarla. Lo scrittore dipende da te, e nonostante il tuo sia un favore, anche i favori hanno un loro codice d’onore. Se non sei in grado di rispettare la deadline, parlatene in anticipo, e comunque cerca sempre di tenere lo scrittore aggiornato su eventuali ritardi.

Non rischi la vita, stai tranquillo… 😈

FORMA DELLA CRITICA

L’obiettivo vero e proprio di una beta lettura è ricevere critiche, ma ricevere critiche o commenti negativi fa male anche ai più tosti.
Ricordati che hai in mano il cuore pulsante del tuo amico scrittore, e ogni movimento fa male. Molti scrittori sono cosine fragili, delicate e da trattare con cura. Siamo capaci di ricevere batoste atomiche, quando necessario, ma siamo anche molto insicuri.

Quindi come fare ad aiutarci senza distruggerci?

Sii delicato.

Cerca di non esagerare con la severità delle tue critiche. Di’ tutto quello che devi dire sui problemi del libro, non trattenerti, ma non ti limitare a demolirlo solo perché ne hai la chance.
Sforzati di perdere qualche secondo in più per commentare in modo gioviale o diplomatico.

Lascia anche opinioni positive.

Il feedback positivo è quasi importante quanto quello negativo, per due ragioni:

  • Aiuta lo scrittore a riconoscere i suoi punti di forza.

Lo scrittore ha bisogno di sapere dove calcare la mano e su quali punti far leva per migliorare il romanzo. Sapere quale scena funziona è importantissimo per la comprensione globale dell’opera.

  • Il feedback positivo aiuta a tirar su di morale.

Sembrerà banale dirlo, ma se nell’intero libro ti profondi in critiche su ogni cosa, e come verdetto finale lasci un “mi è piaciuto”, nemmeno lo scrittore più egocentrico ti crederà (o forse sì, chi li capisce, gli egocentrici). 

IO dubiterò istantaneamente di me stessa, della validità del mio lavoro, e della tua sincerità, perché i fatti parlano più delle parole. Se tutto quello che ti è rimasto del mio libro sono considerazioni negative, e poi l’hai avvolto in un “bello” finale, ehhh… è difficile credere che ti sia piaciuto.

Evita di essere distruttivo.

Sempre rispettando l’onestà verso lo scrittore, cerca di evitare gli assoluti.

“Questo personaggio è una merda.” “Il libro non mi è piaciuto.” “Il worldbuilding è irrealistico.”

Invece che limitarti alla critica, cerca di concentrarti sulla soluzione. “E se questo personaggio lo mostrassi da un’angolazione più personale?” “E se sistemassi questo technobabble qui per renderlo idrosolubile?”

Alla fine, se tutto quello che fai è devastare senza essere costruttivo, lo scrittore inizierà a fidarsi poco di te.

Lascia da parte i tuoi gusti personali.

Se ti stanno sulle palle le donne forti, non demolire il libro solo perché la protagonista lo è.
Se non ti piacciono le scene ambientate di pomeriggio, o le parti romantiche, o i personaggi orfani, tienitelo per te. O comunque non farne un elemento chiave della tua critica.
Non è davvero rilevante per l’autore, ed è una perdita di tempo per entrambi.

Cerca di ragionare su come funziona quel personaggio, o quella scena, nella storia.

E alla fine?

Non importa quanto tu ti impegni nell’aiutare lo scrittore a migliorare il suo romanzo. Potrebbe succedere che alla fine non metterà in pratica molti dei cambiamenti che gli hai suggerito. Non importa, hai fatto il tuo lavoro e hai detto tutto quello che pensavi. Non è più tua responsabilità cosa succederà con la storia.

Non ti incazzare con l’autore se, quando il libro uscirà, quel personaggio che ti stava così sulle palle è ancora nella storia! 😉

 

Mi auguro che questi consigli pratici possano servire a migliorare la tua esperienza come beta lettore, e a farti amare dall’autore con cui collaborerai.
➡️ In questo articolo parlo di suggerimenti tecnici, su quali aspetti della narrativa concentrarsi e su come impostare il feedback di lettura.

Pubblicazione

Proteggere il Proprio Lavoro

Come proteggere le proprie idee e il proprio lavoro?

Nell’articolo precedente ho fatto del mio meglio per spiegare le ragioni per cui è molto improbabile, se non impossibile, che qualcuno “ti rubi l’idea”.

Una delle motivazioni principali è che la tua idea non ha nulla di originale o speciale, finché non è scritta con la tua voce e con il tuo stile.

Purtroppo però, e non possiamo negarlo, esistono anche casi cui si presentano “situazioni scomode”. Il plagio non è nulla di nuovo e, anche se spesso ne sono vittime soprattutto i disegnatori e gli illustratori, non se la scampano nemmeno gli scrittori.

Come posso proteggere il mio prodotto?

Proteggere le idee

Il problema delle idee rubate è che spesso è quasi impossibile puntare il dito contro un’altra persona. I confini del furto sono molto sfumati. Dove possiamo tirare la linea tra “ispirazione” e “copia”?

Se copiassi la razza Parshendi da Brandon Sanderson sarebbe un plagio vero e proprio, eppure tutti vomitano romanzi con elfi, nani e orchi tolkeniani senza farsi alcun problema.

A volte succede che ci sentiamo copiati (N.K. Jemisin, I’m talking to you!), o addirittura plagiati, e per un momento sembra davvero la fine del mondo.
Quanto lavoro per nulla, no? No.

Devastati da questa sofferenza, il primo pensiero è accusare l’altro autore di furto…
In realtà è più probabile che il nostro rivale letterario abbia semplicemente avuto un’idea molto simile. Le note sono sette, le idee non sono infinite e no, non abbiamo prove per incolpare il nemico.

E, anche se te lo dicesse in faccia, non potresti farci proprio nulla.

Le “idee” non possono essere tutelate a livello legale.

Non farti rovinare la vita da questa paura.
Rifletti con attenzione su quello che pensi sia stato rubato.
È stato fatto di proposito? È stato
davvero rubato? Anche se fosse, non ti abbattere.
Tu
hai pensato a quell’idea. Tu l’hai progettata, pianificata. La tua voce è unica, nessuno potrà mai copiarla. Solo tu puoi davvero scriverla, perché era nella tua testa, e riuscirai sempre a renderla personale.

Proteggere l’opera.

Le idee non possono essere messe sotto copyright, ma il plagiarismo esiste

Ed è molto più comune del temibile “furto di idee”. 

Quello che capita è che altri presunti scrittori rubino paragrafi, passaggi o storie intere. Questo fa incazzare, vero, ma almeno abbiamo dei confini netti tra realtà e paranoie e, se succedesse, possiamo agire con l’aiuto legale.

Prevenire è meglio che curare. Cosa possiamo fare per evitare questo rischio?

Proteggere il tuo lavoro non pubblicato

Ecco una grande garanzia: il diritto d’autore.

Appena scrivi, disegni o crei qualcosa, l’opera ti appartiene. Il diritto d’autore è tuo.

Il tuo lavoro non deve essere pubblicato per essere protetto. Non devi mostrare il simbolo del copyright da nessuna parte, non devi fare giochetti con buste timbrate dalle Poste, mail PEC o assurdità in cui tutti siamo cascati almeno una volta nella vita.

Soprattutto non mandarlo alla SIAE. Davvero, dico sul serio. Non buttare soldi.

Il tuo lavoro è protetto dal diritto d’autore nell’esatto istante in cui lo crei, che tu lo registri o meno.

In ogni caso, una serie di buoni consigli utili in ogni occasione:

  • Prima di inviare il tuo manoscritto, investi qualche settimana nello studio dell’ambiente editoriale a cui intendi mandarlo;
  • Invia solo a editori e agenti con una buona reputazione;
  • Non inviare a editori a pagamento (anche se dubito che avrai mai l’umiltà di studiare narratologia se propendi per la vanity press);
  • Editori onesti, di successo e con un’ottima reputazione non rubano il tuo manoscritto: firmano un contratto per averlo;
E se proprio proprio dovesse succedere che qualcuno ruba la mia opera?

Non ti servono mail PEC, raccomandate in Posta o costosissimi timbri della SIAE. 

Assicurati di avere testimoni: amici fidati o parenti o editor, che possano testimoniare in tribunale che il libro è tuo nel caso dovesse essere necessario.

Ma non lo sarà.

Proteggere il tuo lavoro pubblicato

A questo punto il problema è la pirateria. E non parlo di Fiammetta e la ciurma della Soddisfazione.
È brutto, certo, ma se il tuo libro viene piratato vuol dire che almeno a qualcuno interessa leggerlo.

Eh…

Proteggere il tuo lavoro pubblicato online

Mentre è quasi impossibile che un editore rubi la tua opera, è molto più probabile incorrere nel plagio pubblicando online. Questo consiste nel ripubblicare un pezzo identico al tuo cambiando il nome dell’autore.

È un bel problema, difficile da frenare.

In alcuni casi puoi contattare il webmaster del sito dove è avvenuto il plagio e l’opera dovrebbe essere rimossa, ma al momento non ci sono metodi efficaci per limitare questi danni.

Il mio consiglio è di non mettere nulla online se hai paura che venga plagiato. Se hai lavorato per mesi o anni su un progetto e lo pubblichi sul web, il rischio che venga rubato esiste, e potrai fare ben poco per proteggerlo (soprattutto se non disponi di una fanbase massiccia pronta a indignarsi).

Se invece sei pronto a tuffarti nel mondo del self-publishing, tra Wattpad e Amazon, e non hai di questi timori… beh, buona fortuna! Però, soprattutto su Amazon, tieni gli occhi aperti. Il plagio è dietro l’angolo, cerca sempre di avere un occhio sullo store per assicurarti che non venga fatto un duplicato della tua opera. Il supporto di Amazon ti aiuterà a rimuovere il venditore fraudolento!

Narrativa e Generi

Numero di Parole, Battute, Cartelle

Ho scritto un libro di trecento pagine!

Ecco… no.

Come si calcola la lunghezza di un dattiloscritto?


I parametri ufficiali sono tre:

  • Parole
  • Battute
  • Cartelle
Numero di Parole
  • È ottenibile con la funzione “conteggio parole” di qualunque word processor.
  • Può sembrare un conteggio impreciso, ma in realtà la media tra tutti gli “e” e tutti i “psiconeuroendocrinoimmunologia” del libro, rendono una stima abbastanza accurata.
  • È la misura standard usata in quasi tutto il mondo per definire la lunghezza di un’opera.

In quasi tutto il mondo.

Numero di Battute
  • A sua volta ottenibile con la funzione “conteggio parole”, è preferito come unità di misura in Italia.
  • La battuta è, come dice il nome, il singolo carattere inserito nel testo.
  • Molti concorsi, editori o agenti specificano “battute spazi inclusi”, anche se si tratta di una ridondanza che non dovrebbe essere necessaria.
Numero di Cartelle

Dico sul serio, ma chi l’ha inventato?

  • È un valore basato sul numero di battute, è usato in pochissimi paesi (tra cui ahimè l’Italia) e sembra essere stato ideato apposta per creare confusione.
  • Esistono cartelle editoriali e cartelle commerciali, così come esistono valori diversi applicati a seconda dell’esigenza.
  • Per le cartelle editoriali, i valori più utilizzati sono 1800 battute e 2000 battute per cartella. Spesso troverete il primo valore quando chiedete un preventivo per dei servizi di editing, mentre il secondo valore quando inviate un manoscritto a un editore.
Valori di Conversione

Hai bisogno di convertire in fretta il numero di parole o battute del tuo manoscritto? Ecco alcuni valori di conversione!

  • 6 battute sono la media per una parola
  • 307 parole sono la media per una cartella da 2000 battute
Quale di questi valori utilizzare?

Personalmente, quando parlo con i colleghi (che preferiscono questo metodo, s’intende) o quando conteggio il mio progresso giornaliero preferisco usare il numero di parole, perché mi consente di capire al primo impatto con che tipo di opera ho a che fare.

In Italia però i sistemi di conteggio standard sono battute e cartelle. Visto che quest’ultimo valore è sempre un punto di domanda, uso sempre il numero di battute: non si può sbagliare.

E il numero di pagine?

Dimenticatelo!

Mai e poi mai conteggiare la lunghezza della propria opera usando il numero di pagine!

Si tratta di un valore estremamente impreciso, influenzato da troppe variabili: tipo e dimensioni del font, foglio A4 o A5, spaziatura, interlinea e margini.

Spesso le case editrici richiedono uno standard per la presentazione dei manoscritti (Times New Roman 12, formato A4 e interlinea doppia), ma mi è capitato spessissimo di leggere linee guida con altri font, altri formati (A5, per esempio), o interlinea singola).

Se presenti il tuo dattiloscritto usando il numero di pagine, rischi di dare un’impressione poco professionale. Per fugare ogni dubbio, è sempre meglio usare il numero di battute.

Sì, spazi inclusi.

Miscellanea

Come ho scritto un romanzo in otto giorni

Scrivere un libro – un romanzo completo – in otto giorni è possibile?

Il titolo sembra il classico clickbait, soprattutto per lo scrittore professionista che conosce il processo da idea a scaffale nella sua completa vastità.
E allora mi permetto un chiarimento: ecco come ho scritto la prima bozza completa di un romanzo di fantascienza in otto giorni.

È escluso il tempo di progettazione e scalettatura. È estremamente escluso il tempo di editing. Ma è comunque un risultato impressionante, e io non potevo sperare che andasse meglio.

#1week1book è la mia challenge personale, la sfida in cui ho voluto raggiungere il mio limite come scrittrice, superarlo, e scoprire che posso addirittura dare un pizzico in più.
In questo articolo, scritto prima della partenza, parlo di come mi sono organizzata, da cosa è scaturita questa follia, e i miei progetti per questa assurda settimana.

Xeroton:

Xeroton è un romanzo di fantascienza per adulti, ibrido, con elementi soft e hard sci-fi.
L’idea di Xeroton è nata circa un anno fa e da allora, nel poco tempo libero ho scalettato l’intero romanzo.

Giorno 1 – Venerdì
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
04/09/2020 Friday 7.696 7:59 964

Parto alle 7 in punto e arrivo verso le 9:30 al campeggio dove trascorrerò i prossimi 8 giorni di follia. Il tempo di scaricare le valigie e preparare tutto, incomincio a scrivere che è già tardi.

La sensazione di sconfitta inizia a farsi sentire verso le 1.000 parole: sto scrivendo un libro di merda. Come posso pensare di portare avanti un’idea così patetica? La protagonista è piatta e quando non lo è, è insopportabile pure per me.

No, io me ne torno a casa…

Ma il mio senso del dovere mi tira un calcio nelle chiappe intorpidite dal lungo tempo seduta, mi piazzo le AirPods nelle orecchie e ritorno a scrivere.


 

Giorno 2 – Sabato
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
05/09/2020 Saturday 11.642 10:29 1.111

7.700 – 20.000

Newt terrorizzata dai fuochi d’artificio.

La tastiera inizia a fare cilecca. E va bene, tunnel carpale sia, scrivo direttamente sulla tastiera del Mac. Ci si può abituare a tutto nella vita, anche ai nugoli di zanzare che mi ronzano attorno.

Ma non al matrimonio che si svolge a cento metri di distanza, nella piscina del campeggio. E che va avanti fino alle due di notte.

Poco male: Two Steps from Hell nelle orecchie e si recuperano le tremila parole di ritardo di ieri!

 

Giorno 3 – Domenica
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
06/09/2020 Sunday 9.879 9:12 1.074

20.000 – 30.000

Newt è gravemente allergica all’erba e le sue zampine si stanno decomponendo, così devo dire addio ai miei buoni propositi di fare passeggiate in montagna (questo avrà ripercussioni sul mio umore tra qualche giorno).
Yoga sulla veranda baciata dal sole, quanta poesia!

Il pattern della mia scrittura (che già conoscevo, ma escludendo cause di natura esterna ora posso analizzarlo in modo più oculato) è sempre questo: scrivo meglio la sera, meglio ancora la notte.

La mia media sono 1000 parole all’ora.

Riesco ad aumentare fino a 1300 se sono in una fase di intensa concentrazione, ma con questo retreat posso dire di essere arrivata al mio limite: 1000 all’ora è il tuo numero, Tita, deal with it.

Lo trovo molto utile per stabilire i miei futuri obiettivi.

Giorno 4 – Lunedì
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
07/09/2020 Monday 10.683 10:10 1.051

30.000 – 40.000

Si sente che è un lunedì. La giornata inizia malissimo.

Sono arrivata alla scena d’azione pre-midpoint, scena che non avevo scalettato nei minimi dettagli. E… vogliamo chiamarlo blocco dello scrittore perché non sappiamo come altro definirlo? No, lo dico io che cos’è. È il “blocco dell’Esploramondi.
È il blocco di chi ha scritto “scena d’azione qui” nella scaletta, invece che scrivere “X fa Y e ammazza Z con un tecnoarco di cristallografite microfenica, generata dall’oscillazione dei particolonembi atomici.” (Con annesso copincolla di Wikipedia che spiega nel dettaglio la struttura chimico-fisica dei particolonembi).

Ma, con un certo ritardo, mi riprendo e raggiungo le 40.000 e supero il Midpoint!
Tiè, così impari a lasciare un capitolo non scalettato.

Ah, e ho anche imbrogliato con le droghe.
Solo per la scienza, eh.
Pare che l’iperico aiuti la produzione della serotonina (o ne riduca la captazione, adesso non ricordo). Non so se funziona davvero, ma per non saper né leggere né scrivere ne ho prese due pastiglie (attenzione, quasi un’overdose contro la singola consigliata al giorno).

Ah, e anche un ibuprofene. Perché le ernie cervicali mi bussavano nel cervello.

 

Giorno 5 – Martedì
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
08/09/2020 Tuesday 9.838 9:35 1.027

40.000 – 50.000

Scrivere è una droga, altro che iperico.
Sono in botta. Sono lì, sono in quell’astronave, sono tra pareti di acciaio, fluttuando in microgravità.
Io sono i personaggi: sento quello che sentono, vivo quello che vivono. Odio e amo e ho paura e mi esalto.

Anche oggi devo scrivere una parte difficile: tra midpoint e second plot point passano tre capitoli di transizione e richiedono un continuo crescendo che, senza azione, sembra difficile da ottenere.
Invece il risultato mi soddisfa, le mie dita volano sulla tastiera e la giornata si conclude in bellezza.

 


Giorno 6 – Mercoledì
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
09/09/2020 Wednesday 10.992 11:08 987

50.000 – 60.000

Oggi è un giorno difficile.
Un calo di serotonina (e chi un bel giorno leggerà questo libro capirà l’ironia della cosa), e un groppo che mi stringe lo stomaco. Spoiler: questa sensazione di malinconia, malessere, che mi fa venire da piangere, durerà fino a domenica. Ma io vado avanti.

Scrivere diventa dolceamaro, doloroso.
Quello che succederà ai personaggi mi spezza il cuore come se davvero fossi all’interno della storia, come se fossi uno di loro.
Ciononostante raggiungo il mio obiettivo giornaliero, lasciando a metà un capitolo e smozzicandone un altro.
Va bene così, l’importante è il conteggio parole. È andare avanti. Editerò con grandissimo piacere dopo.

Spero davvero possiate soffrire tanto quanto me, un giorno, quando leggerete Xeroton.

 

Giorno 7 – Giovedì
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
10/09/2020 Thursday 9.514 11:01

864

60.000 – 70.000

Climax day!

È bellissimo quando basi la risoluzione di tutta la storia su un escamotage che poi ti rendi conto solo all’ultimo istante essere così scientificamente sbagliato da farti rizzare i capelli. E di conseguenza perdi tre ore a cercare di trovare un’altra soluzione.

Perché dopotutto anche tu sei lì, e questi poveracci sono nella merda fino al collo e se tu non li tiri fuori MORIRANNOTUTTIIIII!

 

Giorno 8 – Venerdì
Date Day Wordcount Writing Time Words per Hour
11/09/2020 Friday 9.869 9:35 1.030

70.000 – 80.000

Ultimo giorno, il magone mi sta uccidendo.

Arrivo all’ultimo capitolo. Lo concludo. Inizio a scrivere l’epilogo, ma il mio cuore non ce la fa. Mi tradisce.

L’epilogo è di dieci righe perché ogni parte di me si rifiuta di accettare quello che è successo, come è finita.

Ma nel frattempo, ridendo e scherzando (oppure piangendo e disperandomi) sono arrivata a 80.000 parole.
La missione è compiuta.
Ce l’ho fatta.

 

Conclusioni Personali

Scalettare è divertente, intrigante e sicuro. Sicuro perché ogni scaletta è modificabile senza sforzo eccessivo. E, sorpresa! Seguire una scaletta già pronta durante la prima stesura è ancora più esaltante. E no, non blocca la creatività, lo posso giurare.

Con la musica sono più produttiva, riesco a entrare meglio nella “Zona”.

Scrivere “nella Zona” per più di dieci ore al giorno, per otto giorni, mi ha lasciata con una sensazione idilliaca di estraniamento dalla realtà. Tornare è stato difficile. L’immedesimazione nella storia è stata così potente da spazzarmi completamente via. Sono stata euforica, ho toccato il cielo con un dito, e gli sbalzi d’umore successivi lo dimostrano.

Negli ultimi anni, coordinare il lavoro e la scrittura ha reso certi momenti del processo molto faticosi. Lo sforzo e l’impegno spesso non sono bilanciati con le gratificazioni, quindi a volte è lecito mettere in dubbio il “perché”.
Perché continuo a rinunciare a così tanto per la scrittura? Perché rinuncio al mio tempo libero, al mio relax, alle serate con gli amici e i parenti, al tempo con il mio partner, alle partite a Starcraft II? A volte ho bisogno di qualcosa che mi ricordi il perché scrivo.

E ora lo ricordo.

È per questo che scrivo.

Conclusioni Generali

Come comportarsi per rendere la prima stesura più efficace.

Molti sono consigli che già ho scritto nei miei articoli “15 Consigli per non farsi sconfiggere dalla prima bozza” e “La Prima Bozza”.

Qui riassumo quelli che ho trovato più utili:

Abolire le distrazioni e lo stress
  • Ho preso una settimana di ferie e mi sono ripromessa di non aprire Slack né pensare al lavoro in nessun modo;
  • Mi sono isolata da qualunque forma di vita umana;
  • Ho deciso di non pensare agli altri libri che sto scrivendo, editando o scalettando;
  • Mi sono ripromessa di non pensare alla casa che vogliamo comprare, nonostante il pensiero sia schiacciante;
  • Ho cancellato ogni preoccupazione, ogni cosa da organizzare, da pensare, tutto.
  • Durante ogni sessione, ho spento il telefono e l’ho nascosto fino alla fine.
Scalettare

Credo sia stato l’elemento cruciale di tutto questo Writing Retreat.
Il fatto che avessi una scaletta completa mi ha permesso di scrivere velocissimo, senza mai bloccarmi.

Documentarsi approfonditamente… PRIMA!

In Xeroton sono presenti dozzine di situazioni scientifiche che hanno preteso un’accurata documentazione. Ho dedicato giorni durante la fase di progettazione per capire come funziona un cilindro rotante gravitazionale, un tokamak, le vele fotoniche, la propulsione di un’astronave e la fisica nello spazio.
E questi sono solo alcuni dei numerosissimi concetti che ho ricercato e appuntato in un file di worldbuilding specifico ma sintetico, pronto per essere consultato al minimo dubbio.

Ok, scherzo. Non è sintetico. Sono 10.000 parole (60k battute) di worldbuilding.

Placeholder

Se non sei riuscito a informarti prima, non farlo durante. Aspetta dopo.
Avrei potuto scrivere ancora più parole se non avessi ceduto a questo mio maledetto vizietto. Sono convinta che sarei arrivata tranquillamente a 90.000 o 100.000.
Ma come fare ad andare avanti se mancano elementi? Inserisci placeholder e continua a scrivere.
Xeroton adesso è pieno di “innesca il cazzobuffo!” e “attenzione al reattore scoreggionucleare!”. Li sistemerò? Che domande…

Qualità della Prosa

Ignora la qualità della prosa. Scrivi, no matter what.
Non fermarti a ragionare su avverbi o aggettivi di troppo, sulle classiche ripetizioni del tuo stile di scrittura, su frasi troppo brevi o troppo lunghe, sulla cacofonia di un gruppo di parole.
Sistemerai dopo, a mente lucida, non ti preoccupare se quello che stai scrivendo è raccapricciante.
In questa prima versione ho così tante ripetizioni di “sguardo” e “occhi” che potrei vomitare.

Non rileggere

Non provarci nemmeno. Non rileggere nemmeno un capitolo. Nemmeno una frase di ciò che hai già scritto. Tira dritto, continua fino alla fine.

Forza di volontà

Questo è l’unico segreto. Qualunque trucchetto, qualunque stratagemma, porta a questo punto. E non ci sono scuse.
Quando non hai voglia, quando sei stanco, quando pensi di non farcela, quando il tuo umore è sotto i piedi: ti siedi lo stesso e lavori. Proprio come ti comporteresti per il tuo lavoro principale.

Pubblicazione

Quanto è probabile che mi rubino l’idea?

Stai scrivendo o hai scritto un libro, ci hai versato dentro lacrime e sangue, si innamorato dellidea che l’ha fatto nascere… e non osi raccontarlo a nessuno. Perché sei terrorizzato dal pensiero che ti rubino quell’incredibile idea che è solo tua.

Questa è una paura che spesso serpeggia tra gli scrittori esordienti.

Ma non solo: la “grande idea” è un classico di chi magari non ha nemmeno volontà di mettersi a lavorare sul serio, ma che contatta scrittori professionisti (o artisti, o web developer) con l’assurda richiesta: “Ho un’idea geniale! Io ci metto l’idea, tu ci metti lo studio e i mesi di impegno, e poi dividiamo in due!”
(Storci il naso perché non mi credi? Beh, toccherà anche a te e poi ne riparliamo!)

Proteggere le idee

Chiariamo subito una cosa: è impossibile proteggere le idee. Non ci sono leggi (né in Italia né negli Stati Uniti) che le tutelino. Nemmeno il titolo può essere sottoposto a copyright.

E allora cosa possiamo fare per proteggere le nostre idee? 

Un. Bel. Niente.

Piuttosto, dobbiamo scendere un attimo dal nostro piedistallo e capire alcuni punti importanti:

Possono davvero rubarmi l’idea?

Sì, tecnicamente sì. Se fai un pitch con una sinossi e una scheda personaggio, qualcuno può prenderla e trasformarla in qualcosa. Qualcosa che sarà profondamente diverso da quello che immaginavi tu. Quindi, in sintesi, non sarà più la tua idea, ma qualcos’altro. La tua idea rimarrà solo tua.

Per esempio, ci sono tantissime reinterpretazioni di favole o fiabe, o fan-fiction ambientate in universi già creati (per esempio Star Wars). Nessuno le chiama “idee rubate”.

Le tue idee non sono “originali”

È doloroso, è fastidioso sentirlo, ma è la dura verità: le tue idee non sono uniche. Non sono originali. Guardati intorno, in ogni ambiente (non solo artistico) potrai riconoscere similitudini. E non è perché tutti scopiazzano tutti, ma perché le idee sono limitate ed è normalissimo che due persone ne abbiano una simile.

La stessa idea può essere interpretata in mille modi diversi da mille scrittori diversi, ed essere pubblicabile in ogni singolo caso.

Nessuno vuole rubarti l’idea

Le possibilità che uno sconosciuto, un amico, un agente o un editore ti soffino l’idea sotto il naso, scrivano un libro migliore di quanto avresti potuto mai fare tu e lo vendano facendoci milioni è praticamente impossibile.

Nessuno vuole la tua idea.

Deal with it.

No, davvero, chi vorrebbe mai rubarti l’idea?

Le idee non sono la parte difficile. La scrittura lo è.

Gli altri scrittori vogliono scrivere le proprie idee, non quelle di un altro. Pensaci: non è questa la ragione per cui scrivi?
Già è difficile scrivere 80.000 parole usando i tuoi personaggi, le tue ambientazioni e i tuoi sogni. Immaginati il sacrificio di scrivere l’idea di qualcun altro!

E poi, nessuno ruberebbe un manoscritto a uno sconosciuto per farci dei soldi. Dai, l’editoria è il settore con meno soldi al mondo…

 È solo colpa tua se esiste questa paura
  • Quante volte hai detto: «Ah, questa canzone è chiaramente copiata da X». Eppure le note sono sette.
  • Quante volte sei andato a commentare sotto il disegno di un fumettista: «Ah, ma questo personaggio sembra X del manga Y».
    Eppure il suddetto fumettista del manga Y non conosceva nemmeno lesistenza.
  • Quante volte hai detto di un film: «Ah, ma è uguale a mainstream X», solo perché la tua conoscenza del genere è limitata unicamente a quel film ultrafamoso?
  • Quante volte hai detto di un libro: «Ah, ma la trama è uguale a quella di mainstream Y», senza forse sapere che esistono tra 3 e 9 tipi di trame in tutto (a seconda di quanto profondamente si vanno ad analizzare)?

La colpa è solo tua (e di tutti quelli che si comportano a questo modo) se esiste questa ossessione sulle idee copiate.
Hai idea di quanto possa soffrire un autore che, ignaro, riceve un’accusa del genere?Beh, se non vuoi esserne vittima a tua volta, cerca di entrare nel mindset che sto cercando di spiegare.

Nessuno è in cerca di idee da rubare.

Sì, ma… Se l’editore a cui mando il manoscritto mi ruba l’idea?

Anche se la tua idea fosse favolosa, originale e “da un milione di dollari” (cosa molto difficile), cosa pensi che possa farci l’editore? Farla scrivere a qualcun altro, a pagamento? Quando tu potresti farlo gratis per lui?

E se invece l’editore desse la mia idea a uno scrittore famoso?

No. Uno scrittore famoso non ha bisogno delle idee altrui. Come ben saprai, non c’è mai carenza di “idee”, per nessuno. Quasi tutti gli autori, noi inclusi, avremo sempre più idee di quante mai potremmo scriverne.

In conclusione, è davvero molto improbabile che ti rubino l’idea.

Quindi non ti fare problemi.

Manda il romanzo ai tuoi amici, agli agenti e agli editori, parlane sul tuo blog. Non ha davvero senso privarsi di queste grandi possibilità solo perché sei bloccato da una paura insensata.

Come tutte le paure, non c’è da vergognarsene. Quindi, se hai bisogno di quella tranquillità mentale indispensabile per essere produttivo, nel prossimo articolo di questa sezione parlerò di come proteggere la propria opera.

Revisione

15 consigli per non farsi sconfiggere dalla prima bozza

Molti pensano che l’editing sia il momento più doloroso per uno scrittore, e che la prima stesura sia la fase in cui la creatività può fluire, le parole sgorgano incontaminate dalle dita, la mente vola verso gloriose avventure…

No.

Scrivere la Prima Bozza è una sofferenza.
È qui che tutte le paure dello scrittore vengono a galla e lo annichiliscono.
Il foglio bianco entra a far parte dei nostri incubi peggiori.

La prima stesura è il momento in cui, sfumato l’entusiasmo iniziale, dobbiamo trovare il coraggio di sederci alla scrivania e affrontare quel maledetto foglio.
Ogni giorno.
Varie ore al giorno.
E sì, ci tocca sconfiggere il panico crescente e scrivere per davvero.


Gli scrittori professionisti, con un buon team di beta reader e editor, possono trovare rassicurazioni nel fatto che non importa quanto grezza sarà la prima stesura, saranno in grado di aggiustare ogni problema durante le riscritture o il processo di editing. 

Ma chi è al primo o al secondo libro?

Per quanto mi riguarda, il terrore di essere sconfitta dalla prima bozza (e di non riuscire a completare l’impresa) mi scava dentro anche dopo 14 libri completati.

Tecniche per sopravvivere alla prima bozza
Costanza

Non scrivere quando hai l’ispirazione.
La scusa “aspetto l’ispirazione” è da principianti.

Sei un professionista?
Scrivi ogni giorno.

Routine

Ritagliati un momento della giornata dove sai di poterti dedicare alla scrittura senza interruzioni. Non devi per forza essere uno scrittore a tempo pieno per riuscire a macinare uno o due romanzi all’anno.
Due, tre ore al giorno sono più che sufficienti per una sessione di scrittura estremamente produttiva.

 Trova il tuo spazio

Trovati un posticino dove scrivere senza essere disturbato, uno spazio che stimoli la tua creatività e ti permetta di entrare nella “zona”, quello stato di profonda concentrazione indispensabile per vomitare la prima bozza.

Prova, se puoi, a cambiare location durante la prima stesura.
Affitta una casetta in montagna o al mare e scompari per qualche giorno dalla civiltà per dedicarti solamente alla scrittura.
Vai in un bar che ti permette di lavorare con il tuo portatile.
Prova a cambiare stanza, o sedia, o tastiera.
Sperimenta nuove esperienze.

Stabilisci degli obiettivi tangibili

Per quanto mi riguarda, tra lavoro, sport e famiglia, sono 2.000 parole al giorno oppure 10.000 alla settimana. In due mesi posso finire tranquillamente una prima stesura.

Ognuno ha i suoi tempi e di conseguenza i propri obiettivi: il tuo potrebbe essere scrivere un capitolo, o finire una scena. Se sai che i tuoi tempi ti permettono di scrivere 200 parole al giorno, è perfetto così, purché tu sia costante. Se ogni giorno raggiungi il tuo obiettivo senza fallire, arriverai alla fine.

Ed è quello che conta.

Stabilisci delle deadline.

Sono spaventose nella loro sensazione di ineluttabilità. Ma sono anche motivanti. Oh, come lo sono.

Sotto la giusta pressione e con quel briciolo di cortisolo a tenerci sulle spine, il nostro cervello tende a impegnarsi di più.

Ma non trascurare la serotonina!

Datti degli incentivi

Se raggiungi i tuoi obiettivi giornalieri, concediti quel biscotto o quel pezzo di cioccolato che desideravi tanto (io penso solo a mangiare, quindi è la prima cosa che mi viene in mente), o quella agognata passeggiata con il tuo adorabile cagnolino, o una bella camminata in montagna, oppure un pomeriggio di riposo per leggere un buon libro.

Premiati e coccolati. Se sei felice, lavorerai meglio.
E il rinforzo positivo funziona!

 Pianifica!

Prenditi tutto il tempo per pianificare prima di iniziare. Pensa a cosa vuoi scrivere. Più sarà precisa l’idea che ti sei fatto della tua storia, più sarà facile buttare giù la prima bozza. 

Pianifica di più

Scrivi una scaletta. Stabilisci la struttura della storia prima di iniziare; se sei guidato da una struttura potente, sicura, potrai costruirci sopra personaggi, sottotrame e colpi di scena anche complessi. Se sei un Pianificastorie, conoscerai già i benefici di tutto questo. Se sei un Esploramondi, provaci. Provaci almeno una volta, potrebbe cambiare la tua vita da scrittore.

Sii flessibile

Obiettivi, scadenze e programmi possono andare a monte per una ragione o per l’altra. Una brutta influenza. Un trasloco improvviso. Una trasferta che non ti aspettavi.

Non sono giustificazioni per rinunciare a tutto il duro lavoro che hai fatto fino ad adesso. Cadi e rialzati il prima possibile.
Ricorda il punto 1: la costanza.
Se sei costante nei tuoi progressi, nessun imprevisto potrà fermarti.

Non perdere tempo a documentarti

Evita di documentarti mentre scrivi.

Ti fa solo perdere tempo durante l’agonizzante stesura della prima bozza, che vogliamo finire al più presto.

Per non farti rallentare da un’informazione mancante puoi inserire un placeholder, una parola facilmente ricercabile. (Io di solito scrivo “placeholder” e alla fine della prima bozza faccio una ricerca nell’intero documento per sistemare le informazioni mancanti).

Rimuovi le distrazioni

Spegni il telefono.
Chiudi Facebook, Instagram e WhatsApp. Smettila di guardare ossessivamente Wikipedia (sì, Tita, sto parlando proprio con te!).

Non farti distrarre da nulla durante il tuo periodo dedicato alla scrittura… nemmeno dalla necessità di mangiare. Piuttosto muori di fame! (Scherzo, eh.)

 Concediti di fare schifo

Non editare o rileggere la tua prima bozza fino a quando avrai scritto la storia intera.

Dico sul serio.

Stai davvero tornando indietro a correggere quella schifezza del primo capitolo? Non farlo!

Non ti abbattere

La prima bozza farà schifo. Tra il momento in cui la scrivi e la pubblicazione dovrai lavorarci sopra una ventina di volte. Forse anche di più, se non sei un Pianificastorie.

Non avere paura di fare schifo. È così per tutti.

 Misura i tuoi progressi

In un articolo dedicato condividerò i metodi che uso per misurare i miei progressi. Fogli di lavoro, applicazioni, bigliettini. Sembra una stupidata, ma a fine mese è davvero soddisfacente. Ricordatevi che abbiamo bisogno di tutti i trucchi possibili per scrivere, anche quelli che sembrano più assurdi.

 Cambia il formato della tua bozza

Ho sempre scritto in Times New Roman 12, A4.

Un bel giorno il mio editor di fiducia mi ha suggerito un cambiamento: invece di usare il formato A4, usa l’A5.

È solo una questione psicologica: il foglio si riempie più in fretta. E noi abbiamo bisogno di sentirci soddisfatti, mentre scriviamo.

L’obiettivo è liberarci dell’ansia di fallire, e io sono pronta a tutto pur di ridurla.

 Ripensa a quanto è bello editare

Per molti libri che ho scritto ho dovuto fare pesanti giri di editing. Vere e proprie riscritture. Ogni volta che sono nel mezzo di queste riscritture, invece di sentirmi stravolta o nervosa o indispettita, sono esaltata. Sono carica, perché sto migliorando il mio libro, ne sono certa.
Riscrivere non è così pesante come scrivere.

Quindi pensa a questo, mentre ti viene da piangere perché il libro non ti sembra ancora a regola d’arte. Pensa che ti divertirai un sacco, a vederlo migliorare.

Bonus: scrivila tutta d’un fiato

Aggiungo questo punto dopo aver vissuto la mia esperienza di binge writing qualche settimana fa.
Scrivere la prima bozza non è mai stato così esaltante, piacevole, assuefante. E, scritta in pochi giorni, la prima stesura non è più un peso, ma una meraviglia.
Prendi una settimana di ferie, isolati dal mondo e dalla tecnologia e scrivi e basta!

A questo link, l’articolo con la mia avventura #1week1book.

Struttura Narrativa

Tecniche di Pianificazione: I Battiti della Storia

Questa è una delle mie tecniche di pianificazione preferite.
La uso spesso in combinazione con una Struttura a Tre Atti molto schematica o con un 
Viaggio dell’Eroe per assicurarmi che ci siano tutti gli elementi portanti della struttura narrativa (un controllo di sicurezza per chiarirsi le idee non guasta mai!).

In realtà, tutte le strutture sono molto simili tra loro. Si tratta solo di una questione di preferenza personale, un auto-inganno che ci può aiutare a progettare meglio e ad avere controllo su quello che stiamo facendo, o magari a uscire da un blocco mentale che ci paralizzava. Ehi, qualunque trucchetto che ci aiuti a progettare meglio è sempre gradito.

Lo schema dei Battiti della Storia è un insieme di diverse strutture già esistenti: una di queste è la Struttura a Sette Punti di cui ho sentito parlare anche su Writing Excuses, podcast consigliatissimo che mi accompagna(va) ogni giorno andando in bici al lavoro.

Qui analizziamo gli eventi più importanti di una storia, detti battiti, dal punto di vista della trama. È importante ricordare sempre che la trama è mossa dall’arco dei personaggi, quindi le due cose saranno sempre intersecate… altrimenti rischiamo un disastro.

E lo dico per esperienza.

I Battiti della Storia

L’Aggancio

È importantissimo. La nostra prima pagina, il nostro incipit, ha come obiettivo principale quello di catturare il lettore. Dobbiamo reclamare la sua attenzione, promettergli qualcosa di incredibile e riempirgli la testa di domande.

Esempio: Un vecchio mago dalla barba bianca e gli occhiali a mezzaluna, un gigante su una motocicletta che vola e una strana signora che si trasforma in gatto lasciano un bambino sulla porta di casa degli zii, anticipando che per il poveraccio saranno disastri.

Status Quo

Mostriamo il protagonista nel mondo di tutti i giorni. È incompleto: ha un difetto, un’insicurezza o un desiderio segreto. Qui incominciamo a impostare la Necessità, il NEED del protagonista.

Esempio: Harry vive con i Dursley e si sente infelice e senza una vera famiglia.

 Incidente Scatenante

Ed ecco che la storia inizia per davvero. Questo è il momento in cui la vita normale del nostro eroe cambia per sempre. Il protagonista prende più consapevolezza della necessità di un cambiamento, anche se ne è ancora spaventato.

Esempio: Harry riceve una lettera per Hogwarts.

Primo Elemento della Trama (20-25%)

L’eroe entra nel nuovo mondo

Il nuovo mondo non deve per forza essere un mondo fantastico, ma solo una nuova vita per l’eroe. In un romance, per esempio, può essere la conoscenza del love interest (il figaccione, insomma).

Note importanti sul Primo Elemento della Trama:

      • È un punto di non ritorno allo status quo;
      • Bisogna innalzare e chiarire la posta in gioco;
      • Il protagonista può trovarsi in questa situazione per diversi motivi: è obbligato, è intrappolato, è inseguito, o ha ricevuto un ultimatum;
      • Compaiono i personaggi chiave secondari; 
      • Il protagonista fa una scelta, prende una decisione. Affronta la paura e si prepara a cambiare;
      • Il “viaggio” inizia come risultato della decisione;
      • Il protagonista inizia a vivere nel nuovo mondo;
      • Il protagonista è disorganizzato, confuso;
      • Iniziano a nascere le prime complicazioni; 
      • Il protagonista è messo a dura prova e inizia ad adattarsi al nuovo mondo, mettendo in discussione il vecchio;

Esempio: Harry attraversa il binario 9 e ¾ e a arriva a Hogwarts.

Primo Punto Critico

(O pinch-point, o bruciaculo, in gergo tecnico.)

L’antagonista fa la sua comparsa (può essere sia fisica, che attraverso segnali secondo cui s’intende che c’è una forza antagonista al lavoro): le cose iniziano a farsi difficili per il protagonista.

  • Aumenta la tensione, che rimarrà alta anche durante la parte centrale;
  • La posta in gioco cresce, le complicazioni aumentano e si intensificano verso la nuova crisi: il protagonista si rende conto di cosa potrebbe perdere;
  • Anche dal punto di vista dell’arco del personaggio, il protagonista sta lentamente crescendo, ma è ancora inautentico, non impegnato a cambiare il suo punto debole.

Esempio: La cicatrice di Harry fa male quando guarda Piton, sembra che Piton lo voglia uccidere durante la partita di Quidditch…

La Parte Centrale

La crisi forza una nuova decisione o direzione verso cui il protagonista deve muoversi. Si confronta con un suo difetto, o desiderio, e spesso è lo stesso antagonista a metterlo di fronte a esso.

Il momento delle spiegazioni:

  • Abbiamo una rivelazione maggiore riguardante la forza antagonistica. Il lettore scopre qualcosa che ha influenzato il libro per tutto il tempo (per esempio l’identità dell’antagonista, oppure il suo piano, o un grande segreto del protagonista).
  • Il protagonista è costretto a muoversi in una nuova direzione, a risolvere un grande problema o a cambiare la prospettiva del lettore rispetto alle sue azioni.
  • L’eroe passa da reattivo a proattivo, da difensivo a offensivo. Si rifiuta di continuare a fuggire o a nascondersi e inizia ad attaccare.
  • Adesso le cose si fanno a modo suo!

Esempio: Harry capisce che il Voldemort vuole rubare la Pietra Filosofale e decide di fare di tutto per proteggerla.

Secondo Punto Critico

Ritorna il bruciaculo, ritorna la forza antagonista.
Ci fa innervosire e ci ricorda qual è la posta in gioco, cos’è che sta rischiando il protagonista.
Spesso, questo secondo punto critico può degenerare nell’All Is Lost.

Esempio: Voldemort che succhia il sangue dell’unicorno. Voldemort sta tornando.

Il Fallimento

(All Is Lost)

Qui tiriamo fuori tutta la cattiveria di cui uno scrittore è capace.
Il nostro protagonista deve perdere tutto.
E noi spezziamo il cuore ai nostri lettori.

Protagonista e lettori si devono sentire senza speranza. Non sembra esserci una soluzione al baratro di disperazione in cui li abbiamo gettati.
Ma perché siamo così cattivi?
Perché vogliamo provocare emozioni. E l’emozione di vedere il protagonista che si rialza e spacca il culo a tutti… beh, è impagabile.

Esempio: Harry scopre che Silente è andato via da Hogwarts. Nessuno vuole ascoltarlo quando dice che Piton sta cercando di rubare la Pietra Filosofale.

Secondo Elemento della Trama (75-80%)
  • Il protagonista prende fiato (anche se dietro le quinte nascono complicazioni). 
  • Il protagonista scopre informazioni importanti e ha un breve momento di trionfo o sollievo.
  • Qui scopriamo l’ultima informazione di cui l’eroe ha bisogno per la prova finale. Dopo questo punto, non dovremmo più introdurre nuovi indizi, nuovi alleati o nuovi oggetti vitali per il climax. Da questo momento, il Protagonista deve risolvere il problema da solo. 
  • Il lettore può avere nuove rivelazioni o risposte, ma tutti gli indizi devono già essere stati messi sul tavolo
  • Quello che ha imparato nel corso del libro deve essere messo in pratica. Per farlo, puoi impostare una serie di ostacoli che l’eroe supererà grazie alle abilità che ha acquisito nel corso del libro.
  • Le complicazioni portano l’arco del personaggio a un nuovo livello di complessità. Si prepara ad accettare le conseguenze di questa nuova vita, abbraccia il suo NEED e lo usa a suo favore.

Esempio: Harry scopre che Hagrid ha detto a qualcuno come superare Fluffy, il che significa che la Pietra non è sicura, il che significa che Harry deve agire e fermare il cattivo (superando le varie prove dei professori).

Climax
  • Il crescendo di azione conduce a questo momento. Le trame principali (e in molti casi, anche le secondarie e terziarie) si risolvono in una serie di risposte e colpi di scena.
  • Le abilità apprese nel corso del libro vengono messe in pratica.
  • Il protagonista può essere accompagnato dagli alleati, purché il suo attimo di crescita lo veda completamente solo contro l’antagonista. Anche se è un singolo momento nel mezzo di una battaglia.
  • Il protagonista viene posto davanti a una scelta dove la sua Fatal Flaw giocherà un ruolo cruciale.
  • Di conseguenza, l’arco del personaggio si conclude (si libera di una debolezza? Rinuncia al suo obiettivo iniziale? Impara una lezione?)

Esempio: Harry affronta Raptor/Voldemort completamente da solo. Tutti i nodi vengono al pettine:

              • Il colpevole era Raptor;
              • Piton voleva solo proteggere Harry; 
              • Lo Specchio è la prova finale; 
              • Harry è l’unico che Voldemort non può toccare; ecc…
Conclusione

Le domande rimaste in sospeso ottengono risposta e i personaggi ritornano al loro nuovo status quo.

Esempio: Silente spiega alcune cosucce a Harry, e lui ritorna dagli zii.

Qui in fondo lascio uno schemino da completare con i punti più importanti della vostra storia!

Buon divertimento!

  • Aggancio:
  • Status Quo:
  • Incidente Scatenante:
  • Primo Elemento della Trama:
  • Prima Crisi:
  • La Parte Centrale:
  • Seconda Crisi:
  • Il Fallimento:
  • Secondo Elemento della Trama:
  • Climax:
  • Conclusione:
Miscellanea

Scrivere un libro in una settimana. Ce la posso fare?

Scrivere un libro in una settimana è possibile?
Erano mesi che fantasticavo di concedermi un Writing Retreat intensivo in un posto bucolico, senza distrazioni, senza altri pensieri che la scrittura.

Il momento è giunto.

Obiettivo:
  • 10000 parole al giorno
  • 8 giorni

Il primo nemico di uno scrittore è se stesso, e questa volta ho deciso di sconfiggermi.

Perché:

Il 2020 è stato un anno… particolare.

  • L’editing e la promozione di A Colpi di Cannonau, uscito con Acheron Books, mi ha richiesto grandi sforzi tutt’ora in corso.
  • Presto uscirà il mio romanzo fantasy YA per Dark Zone Edizioni, e le varie revisioni mi hanno prosciugata.
  • L’editing di Neomentis – e la riscrittura – sono un’altra impresa non da poco.
  • La prima bozza di The Closest Thing To Magic è andata male (i progetti vecchi, amici miei, buttateli, non sforzatevi a tutti i costi di tirarne fuori qualcosa di buono). Ho versato altro tempo e altre energie nella nuova scaletta e l’orologio interno ha iniziato a ticchettare minaccioso.

Perché ogni anno il mio obiettivo è di scrivere due libri nuovi, e nel 2020 non ne ho ancora completato uno.

Come faccio a recuperare?

Cosa:

Un Writing Retreat intensivo, completamente sola, senza distrazioni. Io, Newtella e lo schermo vuoto.

Obiettivo Giornaliero: 10.000 parole.

Obiettivo Finale: una prima bozza completa.

Quando:

4-11 settembre 2020.

Dove:

In una casetta tra le montagne degli Appennini in Liguria.

E c’è anche la piscina!

Paure:

È la prima volta che provo a spingermi a questo limite.

Penso in tutta sincerità che non raggiungerò l’obiettivo. L’ansia sta già crescendo, la paura di fallire, quella resistenza che molti chiamano “blocco dello scrittore”. Ma è solo un’illusione, e ne parlerò in un futuro articolo. Non devo lasciarmi influenzare, né tantomeno sconfiggere.

Questa è una sfida a cui non posso rinunciare.

E mi impegnerò per vincere.

Consolazioni:
  • Anche se non raggiungerò l’obiettivo, volente o nolente mi sarò portata avanti con un romanzo che aspettava di essere scritto da troppo tempo ormai. Potrò continuare a scriverlo anche dopo, con un obiettivo di 2.000 parole al giorno e non più 10.000, ma con la certezza che lo porterò a termine.
  • Ho bisogno di staccare dalla routine lavoro-palestra-casa e godere del tempo sola con me stessa (e con Newt!)
  • Imparerò nuove tecniche di concentrazione, un requisito indispensabile per qualunque attività della mia vita, dal lavoro alla scrittura.
Cosa scrivo:

Xeroton, un libro sci-fi/sci-fantasy per adulti ambientato su un’astronave generazionale.

L’idea è nata più di un anno fa e la scaletta capitolo per capitolo mi aspetta… chissà se la mia anima di Esploramondi cercherà di farmi perdere la strada, o rimarrò fedele al mio nuovo cuore di Pianificastorie?

Organizzazione:

Molti mi chiamano Control Freak. Sono orgogliosa di esserlo ma, quando non ho sufficiente tempo per prepararmi, mi tocca sopportare un po’ di stress.

Come mi sono organizzata?

  • Xeroton è completamente scalettato.
  • Sarà la prima volta che uso il mio Mac per scrivere… aiuto.
  • Laptop stand.
  • Musiche offline (Two Steps From Hell e Audiomachine).
  • Browser blocker, giusto per essere più sicuri. Zero distrazioni.
  • Foam roller.
  • Antidolorifici per il povero collo visto che le mie ernie cervicali e l’artrosi a 30 anni mi uccideranno.
  • Almeno 30 minuti di sport al giorno (quale occasione migliore per testare – ancora – 30DayFitness?).
  • Camminate in montagna!
  • Cibocibocibocibo (ehi, dopotutto sono le mie vacanze!).
Come:

La mia giornata, se tutto va bene, sarà organizzata in questo modo:

  • 9:00 – Sveglia.
  • 9:30 – 10:00 Sport
  • 10:00 – 13:00 Scrittura
  • 13:00 – 15:00 Pranzo e Piscina
  • 15:00 – 18:00 Scrittura
  • 18:00 – 20:00 Cena e Sport
  • 20:00 – 23:00 Scrittura
  • 23:00 – Lettura
  • 01:00 – Nanna
Conclusioni:
  • Ce la farò a scrivere un libro in una settimana? Boh
  • Avrò attacchi di panico? Sì, ce li ho già!
  • Mi metterò a piangere al terzo giorno? Sì, forse anche al secondo!
  • Scapperò nelle montagne e combatterò con un cinghiale a petto nudo (il cinghiale, non io)? Non lo escludo!
  • I miei alpha potranno leggere Xeroton entro la fine del 2020? Cazzo, sì.

In questo articolo potete scoprire come è andata!

Struttura Narrativa

Tecniche di Pianificazione: Il Viaggio dell’Eroe

Il Viaggio dell’Eroe, o Monomito, è un archetipo usato in moltissimi libri, film e telefilm del secolo scorso. Implica la presenza di un “eroe” che va in cerca di avventura (volontariamente o no), impara una lezione, vince un’epica battaglia e ritorna “a casa” trasformato.

Possiamo trovare esempi di questa struttura narrativa in Star Wars, Il Signore degli Anelli, Hunger Games, Harry Potter e la Pietra Filosofale, The Matrix, l’Odissea

Il Prescelto

Questo tipo di struttura spesso presenta la figura del prescelto.

Attenzione! Il prescelto non deve per forza essere nato da una profezia (per favore, dai, basta, non se ne può più): il prescelto è una figura di vitale importanza per il destino di un gruppo di persone o di un mondo intero. Di solito ha una sorta di potere o abilità che lo rende “speciale” rispetto alle persone normali.

A volte, questo potere può anche essere solo un’incredibile forza di volontà, come nel caso di Fiammetta, la protagonista di A Colpi di Cannonau.

Elementi Caratteristici

Quali sono gli elementi classici (ma non sempre indispensabili) del Viaggio dell’Eroe?

  • Il viaggio porterà l’eroe da un mondo noto a uno ignoto
  • Il viaggio fisico è circolare: termina dove è iniziato
  • L’eroe dovrà venire a patto con i suoi nuovi poteri e usare abilità sconosciute
  • L’eroe è spesso reticente, all’inizio
  • Verso la metà della storia, deciderà di abbracciare la sua natura
  • Gli avvenimenti e le esperienze vissute lo cambieranno per sempre

L’ultimo è il punto più importante: come dicevamo nell’articolo Consolidare la Grande Idea, il cambiamento del personaggio è cruciale per la buona risoluzione della trama.

Ora andiamo a pianificare il Viaggio dell’Eroe nel dettaglio.
(Pssst, in internet potete trovare ottime fonti con schemi dettagliati e disegni!)

Il Mondo di Tutti i Giorni

È il mondo dove l’eroe sta vivendo prima che la storia abbia inizio, ignaro dell’avventura che lo aspetta. In questa parte viene esplorata la sua vita di tutti i giorni; scopriamo elementi importanti del suo carattere, abbiamo un assaggio della sua Necessità e delle sue abilità.

Questa parte serve a far identificare i lettori nel protagonista e così riuscire a empatizzare con lui durante il resto della storia.

Esempi:

  • Harry Potter con i Dursley
  • Frodo nella Contea
Chiamata all’Azione

Che sia una minaccia al protagonista stesso, alla sua famiglia o al luogo in cui vive, una missione importante o una pista misteriosa da seguire, la vita di tutti i giorni ne sarà sconvolta.

Esempi:

  • L’arrivo della lettera per Hogwarts
  • L’arrivo dei Nazgul
Rifiuto della Chiamata

Anche se può sembrare entusiasta di affrontare la nuova avventura, il protagonista dovrà superare una resistenza. La paura dell’ignoto può giocare in suo sfavore. Oppure qualcuno gli impedisce di rispondere alla chiamata. A volte l’eroe si troverà a rifiutare la chiamata, con conseguenze disastrose.

Esempi:

  • Zio Vernon distrugge le lettere di Harry
  • Frodo è terrorizzato dall’anello
Incontro con il Mentore

In questo momento cruciale, l’eroe ha bisogno disperato di una guida. Qui incontrerà una figura di mentore che lo accompagnerà nel nuovo mondo, spiegandogli come funziona o dandogli il supporto di cui ha bisogno, che sia sotto forma di addestramento, un oggetto o appoggio morale.

Esempi:

  • Hagrid
  • Gandalf
L’Attraversamento della Soglia

È l’emozionante momento in cui l’eroe dice addio al vecchio mondo per avventurarsi nel nuovo. Ora si sente davvero pronto. Può scegliere di andare di sua spontanea volontà o essere spronato a farlo, ma alla fine attraversa quella soglia, superando le prime resistenze.

Finalmente è pronto ad affrontare quello che il viaggio ha in serbo per lui.

Esempi:

  • Harry Potter attraversa la barriera di King’s Cross
  • Frodo e Sam superano il confine della Contea
Prove

Ora che ha lasciato le sue abitudini e la sua tranquillità, l’eroe viene messo di fronte a una serie di sfide e pericoli che lo mettono alla prova. Ostacoli fisici o mentali compaiono lungo il suo percorso, cercano di rallentare il suo progresso, di ucciderlo persino.

Qui i suoi poteri verranno testati e lui dovrà iniziare a conoscerli e a gestirli, volente o nolente. 

Tutto questo ci permette di avere una visione più profonda del personaggio e identificarci con lui.

Esempi:

  • Harry Potter deve riuscire ad ambientarsi a Hogwarts, imparare a fare magie, il Quidditch, non essere messo in punizione da Piton e farsi accettare dai suoi compagni
  • Frodo viene cacciato dai Nazgûl e usa l’anello per la prima volta
Nemici e alleati

L’eroe deve capire di chi fidarsi e di chi tenersi alla larga. Incontrerà nemici che, a modo loro, lo prepareranno per la battaglia finale.

Esempi:

  • Draco Malfoy, Severus Piton, Hermione e Ron
  • I Nazgûl
Avvicinamento al ventre della balena o alla caverna

Il ventre della balena è il luogo dove attende un pericolo terribile o un conflitto interiore che l’eroe non ha ancora avuto la forza di affrontare. Quando si avvicina al ventre della balena, deve fare le preparazioni finali per tuffarsi nell’ignoto.

Alla soglia, l’eroe si troverà ad affrontare alcuni dei dubbi e delle paure che sono sorti nel momento della chiamata all’azione. Prima di affrontare il grande pericolo, c’è un momento di pausa riflessiva, che dà ai lettori il tempo di comprendere la vera entità della sfida che deve affrontare.

Esempi:

  • Harry Potter si prepara ad affrontare le prove per trovare la Pietra Filosofale
  • Frodo è alle porte di Moria
L’Ordalia

L’Ordalia Suprema può essere un test fisico pericolosissimo o una profonda crisi interiore che l’eroe deve affrontare per sopravvivere in quel mondo. Che si tratti di affrontare la sua più grande paura o il suo nemico più temuto, l’eroe deve usare tutte le sue abilità apprese nel viaggio.

Attraverso una forma di “morte”, quando tutto è perduto (All Is Lost), l’eroe rinasce con conoscenze aumentate che gli permetteranno di concludere il suo destino e raggiungere la fine del viaggio. Ogni cosa è in gioco in questo momento. Che vinca o fallisca, nulla sarà più come prima.

Esempi:

  • Harry Potter si scontra con Raptor/Voldemort, affronta la sua paura davanti allo specchio delle brame, rivela la sua vera natura quando estrae la Pietra Filosofale dalla tasca
  • Frodo attraversa Mordor e rivela la sua natura quando non vuole buttare l’anello nel Monte Fato
Il ritorno a casa

Questo è il momento finale del Viaggio dell’Eroe, che ritorna a casa nel suo vecchio mondo come una persona cambiata. Sarà cresciuto, avrà imparato molte cose e affrontato terribili pericoli, addirittura la morte.
Adesso è il momento di iniziare una nuova vita.

Il premio finale può essere qualcosa di fisico o di metaforico. Una causa di festeggiamento, di realizzazione personale o della fine delle sofferenze, ma in ogni caso rappresenta cambiamento, successo e prova del suo viaggio.

A questo punto, tutte le sottotrame degli altri personaggi devono essere concluse: chi dubitava dell’eroe deve essere punito, i nemici sconfitti e gli alleati premiati.

L’eroe alla fine tornerà dove aveva iniziato, ma le cose non saranno mai più le stesse.

Esempi:

  • Harry Potter torna dai Dursley con la conoscenza di essere un mago e di avere una vera casa a Hogwarts
  • Frodo ritorna alla Contea ma non se ne sente più parte, così decide di salpare con gli Elfi

Questi sono i punti cruciali del Viaggio dell’Eroe che ne costituiscono la struttura narrativa. Campbell – l’ideatore dell’archetipo – ne ha delineati un totale di 17, ma non sono tutti indispensabili, né è necessario applicarli nello stesso ordine. Consiglio comunque agli amanti di questa struttura narrativa di approfondire l’argomento e di adattarla alle proprie necessità.

Allo stesso tempo consiglio di rimanere flessibili e non farsi vincolare completamente da ogni punto. Se sapete “spezzettare” la struttura narrativa del vostro romanzo e riconoscerne i battiti più importanti, vi renderete conto da soli se c’è qualcosa che non va.

In ogni caso, il Viaggio dell’Eroe è una delle strutture più classiche e di successo, soprattutto nel cinema e nei generi fantastici.
Provate a esplorarlo e non ne rimarrete delusi!

Struttura Narrativa

Consolidare la Grande Idea

“Un babbuino geneticamente modificato cerca di conquistare una base NASA con la sua superintelligenza nanotecnologica.”

Hai trovato l’high concept. L’idea da un milione di dollari. Quella che vuoi tenerti stretta stretta per paura che tutti te la rubino.

E adesso?

La pagina bianca non sembra volersi riempire. 

Uno dei miei consigli negli articoli precedenti è “prima di iniziare a scrivere, è indispensabile aver ben chiara la storia che intendi raccontare”. Questo per evitare di buttare ore di lavoro in una prima bozza che sarà un caos totale.

Ma come fare a sviluppare tutto? A mettere insieme un guazzabuglio di idee e concetti tanto esaltanti quanto vaghi? 

È qui che pian piano arriviamo alla mia parte preferita, quella su cui mi sono concentrata di più negli ultimi anni di studio, e la parte in cui ero più carente da ragazzina: la progettazione.

Andiamo per piccoli passi. Una storia ha bisogno di tempo per crescere e svilupparsi, e io mi trovo meglio a espandere il generico per poi perfezionare lo specifico.

Questa è una semplice strategia per elaborare la storia intorno alla tua Grande Idea.

Personaggi

Inizia con il protagonista. All’inizio sarà solo un’immagine sfocata nella tua mente ma poco a poco prenderà forma. 

Prendi in considerazione questi elementi:

  • Nome
  • Sesso
  • Età
  • Situazione famigliare
  • Situazione attuale
  • Razza/specie
  • Conoscenze

… e NO! Non rispondere subito. Il tuo protagonista (se ancora non l’hai immaginato) deve essere solo un nome nella tua testa (o meglio, un placeholder, perché il nome definitivo lo sceglieremo alla fine).

Prima di capire come è fatto il tuo protagonista, devi sapere chi è

Desiderio

Questo è il primo elemento – e il più importante – che dà il via alla trama della tua storia. Ne parlerò fino alla nausea nei prossimi articoli dedicati alla costruzione dei personaggi.

  • Cosa desidera con tutto il cuore?
  • Cosa muove ogni sua azione?
  • Cosa lo fa alzare dal letto la mattina?

Può essere un desiderio concreto come diventare il miglior sciatore delle Montagne Ghiacciolose o trovare il tesoro nascosto nello scantinato dello zio Pantagruele, oppure astratto come “trovare l’amore” o “essere accettato dalla società nobiliare”.

L’importante è che sia un desiderio specifico, chiaro fin da subito.

Deve essere la motivazione che spinge il protagonista ad agire.

Ostacolo

Il tuo protagonista vuole disperatamente qualcosa.

Non può averlo subito, o non ci sarebbe storia. Quindi, il prossimo tassello della tua trama è l’ostacolo (o la serie di ostacoli) che dovrà affrontare.

  • Ostacoli fisici
  • Ostacoli emotivi
  • Ostacoli della società o della cultura
  • Ostacoli spirituali o religiosi

Assicurati che gli ostacoli siano all’altezza del tuo protagonista, né troppo facili, né insormontabili. Se il protagonista è molto competente, avrai bisogno di alzare il livello delle difficoltà che si trova ad affrontare.

L’ostacolo genera il conflitto, che è il pilastro portante di ogni storia.

Evoluzione

La storia è incentrata sul tuo protagonista e la sua evoluzione è indispensabile per avere un arco completo. Se, dopo tutte le difficoltà e gli ostacoli, il tuo protagonista è sempre lo stesso, qualcosa è andato storto.

È indispensabile un cambiamento, senza il quale il protagonista non può veramente ottenere il suo desiderio.

Ambientazione

L’ambientazione, soprattutto nel caso di fantasy e fantascienza, influenza il protagonista con forza.

L’ambientazione fornisce molti di quegli elementi indispensabili ad arricchire la storia: il background del personaggio, gli ostacoli naturali che deve affrontare, gli eventi che si svolgono intorno e la cultura in cui è cresciuto.

L’ambientazione può servire innumerevoli scopi, può fare da rampa di lancio per il cambiamento del nostro protagonista o può evidenziarne alcuni tratti.

L’High Concept

Eccolo qui, finalmente. Ora è il momento di implementare la tua Grande Idea nella storia. Il difficile sta nell’interlacciarla profondamente con tutti gli elementi che abbiamo appena visto: il protagonista, il suo obiettivo, gli ostacoli e le difficoltà, addirittura con l’ambientazione.

Prendi come esempio Le Cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson. Il mondo è minacciato da tempeste devastanti che soffiano da un’unica direzione. Ogni cosa, ogni piccolo particolare di worldbuilding, ogni tassello della trama, ogni personaggio, interagisce con gli effetti di queste tempeste. Il tuo High Concept deve essere come un’Altempesta della Folgoluce: si intrufola dappertutto, sballotta i personaggi qua e là, li ostacola o li avvantaggia, li muove verso l’obiettivo finale.

A questo punto, hai gli elementi principali che costituiscono una storia. 

Con questa prima “bozza” di idee, questo schema accennato, potresti già buttarti nella stesura… ma te lo sconsiglio. 

C’è ancora molto lavoro di pianificazione da fare prima di cominciare a scrivere!